Er pasticciaccio brutto de Rio Carne

tuttoILPAESEnePARLA invita gli abitanti della Val Nervia e tutti coloro che conoscono e frequentano questa valle a prendere coscienza di quanto sta accadendo a Pigna, sul Rio Carne, un luogo di grande pregio ambientale. Difendiamo insieme il territorio, che è di tutti noi, da politiche devastanti di sfruttamento e depauperamento delle sue ricchezze. Dietro la maschera green di energia rinnovabile ricavata da una mini centrale idroelettrica, si compie lo scempio.

Aggirando la VIA (valutazione di impatto ambientale) una società riceva l’autorizzazione a costruire una mini-centrale idraulica, facendo scempio di un angolo di paradiso, ed addirittura apparentemente in violazione di alcuni leggi e direttive (es Direttiva HABITAT e DPR n° 120/2003 e 357/97), non solo senza particolari problemi ma addirittura all’insaputa degli abitanti del luogo interessato, sindaco compreso.

Questo è successo a Pigna sul Rio Carne

Nel mese di giugno e luglio 2016 alcuni abitanti e frequentatori del luogo notavano, sulla via di accesso ad un splendido laghetto di questo rio, sul caratteristico ponte medioevale e sul limitrofo vecchio mulino trasformato in abitazione, dei segni caratteristici  utilizzati come riferimento per dei rilievi.

Andando in Comune si è scoperto che una società, la REMNA, con una pratica che risale al 2014, aveva ormai l’autorizzazione a costruire una mini centrale idroelettrica; mancava solo la concessione alla derivazione d’acqua.

Il sito è  interessato da ben 5 vincoli

Il luogo è uno dei paesaggi più incantevoli del paese, il laghetto è meta, nei paesi estivi, di turisti italiani e stranieri per la balneazione ed è particolarmente caro agli abitanti del paese che immediatamente insorgono.

Si chiedono spiegazioni al Comune e si viene a sapere che vi erano state, negli anni precedenti, ben due conferenze dei servizi, una referente ed una deliberante: riunioni alle quali il sindaco del paese non si era presentato.

Perché un sindaco non si presenta ad una riunione nella quale il suo territorio è coinvolto in prima persona a causa dell’impatto devastante che un manufatto del genere crea su Rio Carne ed il suo Habitat, con onere per il Comune stesso e senza alcuna apprezzabile contropartita?

Non si conoscono le ragioni per cui il sindaco della giunta precedente (Littardi) non sia andato alla riunione referente mentre l’attuale sindaco motiva la sua assenza col fatto che per un disguido interno al Comune, del quale si assume la responsabilità, non ha letto la e-mail (PEC) di invito.

Nel caso specifico basta una e-mail non letta, per il principio burocratico del silenzio-assenso, per dare luogo alla autorizzazione di una centrale idraulica con pesante impatto sul territorio.

La società REMNA, il comune di Pigna e il Comitato Amici del Rio Carne

La società REMNA illustra, nel mese di luglio/agosto il suo progetto alla giunta comunale di Pigna, che a sua volta illustra questo progetto in un Consiglio Comunale.

Successivamente viene indetta una assemblea pubblica ove la soc. REMNA illustra ancora il progetto ma è oggetto di una forte contestazione da parte del numeroso pubblico presente.

Il 24/08/2016 viene emessa l’Ordinanza Regionale con cui si sancisce l’avvenuta autorizzazione alla ditta REMNA, a parte la concessione per la derivazione acqua, per la quale viene indetto un pubblico sopralluogo sul posto, che avviene il 28/09/2016 alla presenza del dirigente regionale dell’Ufficio Difesa Ambiente e Suolo, di un funzionario della soc. REMNA, del Comitato Amici di Rio Carne, e di molti privati cittadini.

In detto sopralluogo viene rilevata la presenza di gamberi

Viene anche fissato il tempo per eventuali osservazioni scritte alla Regione che è il 21/10/2016 (o 23 perché la data è contestata dal Comune).

Anomalie e distorsioni

Anche se il tempo è ormai più che strettissimo si riesce comunque a visionare la documentazione che la REMNA aveva consegnato al Comune. La documentazione, per essere una Relazione Tecnica inerente un progetto di costruzione di una centra idraulica che dovrebbe funzionare almeno per vent’anni, sembra essere molto superficiale e lacunosa, con indicazioni addirittura fuorvianti.

Viene introdotto un concetto di salto lordo e con quello si indica l’energia annua ottenibile (430 MWH).  In realtà il salto vero, che non viene indicato, è nettamente inferiore e così pure la potenza ottenibile che risulta essere nettamente inferiore (268 MWH).
La soc. REMNA calcola tuttavia sia l’ammontare dell’investimento sia l’intero bilancio ed il ritorno economico sui 430 MWH, valore che è platealmente non vero.

È opinione diffusa  che probabilmente incentivi, finanziamenti ecc. sono in funzione della potenza denunciata ed in tal caso qui saremmo in presenza, se non di un falso, di indicazioni fuorvianti tendenti ad avere incentivi e finanziamenti non giustificati.

La portata d’acqua viene calcolata facendo semplicemente una proporzione numerica con un altro torrente supportata da solo sette misure di portata valide, effettuate su Rio Carne, nell’arco di due anni.

Si stabilisce, sulla base di sole sette misure diluite nel tempo, che la portata standard, a regime, di Rio Carne è quella.

Il risultato ottenuto è in netto contrasto con i valori che si ottengono dai diagrammi di portata del bacino. 

La relazione geologica della soc. REMNA

La relazione geologica è molto lacunosa, non riporta l’esistenza di un’area limitrofa soggetta a frana attiva ed è in disaccordo con il DM 14-01-1988 e successive modifiche a cui si riferisce.
Tratta molto superficialmente l’impatto sull’ ambiente, riporta (cosa non vera) che non esistono colonie di gamberi o altro strutturate in maniera stanziale.

La biologa ambientale dott.sa Gavagnin smentirà queste asserzioni.

Viene quindi prodotta dal Comitato una consistente documentazione, corroborata da relazioni di tecnici,  che dimostra:

– l’incongruenza dei valori di salto, portata, energia ottenibile e ritorno economico;
– le lacune ed anomalie della relazione geologica della soc. REMNA;
– l’esistenza stanziale del gambero proprio a valle del laghetto coinvolto, nonchè la presenza di trote e cavedani;
– l’importanza storica, ambientale e paesaggistica di Rio Carne.

Anche il Comune presenta della osservazioni

– la stima del materiale di scavo che risulta essere molto più elevata di quella indicata da REMNA;
– la necessità di costruire vie di accesso (dimenticata dalla soc. REMNA) che impatteranno ulteriormente sia sugli scavi e detriti sia sul paesaggio;
– la diminuzione del livello del lago e quindi dell’alveo di circa il 15% che porterà, oltre ad un pesante impatto paesaggistico l’impossibilità di sfruttarlo per la balneazione nei mesi estivi;
– la fidejussione bancaria per il ripristino del sito in caso di dismissioni della centrale che risulta essere assolutamente insufficiente.

Comune di Pigna: cambio di rotta

Da questo momento anche il Comune, che sino ad allora si era sempre dichiarato favorevole in linea di principio alla costruzione di centrali idrauliche, una volta che ha preso visione di questa documentazione, si dichiara contraria a questo progetto, fa sue le anche le relazioni dell’ing. Verrando e della dott.sa Gavagnin, già presenti nella documentazione del Comitato “Amici del Rio Carne” e le trasmette in Regione assieme alle sue sei osservazioni.

Anche il Comitato Amici del Rio Carne consegna in Regione le proprie osservazioni nei tempi previsti.

Il Dipartimento Territorio, Settore Difesa del Suolo di Savona ed Imperia, della Regione riceve tutto, ed il 10/01/2017 (la data indicata sul documento è errata perché indica 2016) ci trasmette una sintesi nella quale si evince che tutte le varie osservazioni sono spezzettate e trasmesse ai vari enti di competenza.

Chi ha scritto le relazioni sarebbe ovviamente interessato ad avere un ritorno, sapere se secondo la Regione le sue osservazioni sono corrette o, in caso contrario, sapere dove ha sbagliato.

Niente di tutto questo, gli uffici regionali interessati brillano per il loro silenzio.

A fine Giugno 2017 si viene a sapere, per via indiretta, che la documentazione prodotta viene considerata irricevibile per trascorsi termini. Per quanto riguarda la portata dell’acqua la Regione ritiene che, almeno nei mesi indicati, la quantità richiesta dalla soc. REMNA sia realmente disponibile e quindi si appresta a concedere l’autorizzazione.

A quanto pare tutte le relazioni ed osservazioni varie non sono state neanche lette approfonditamente.

Sembra che per la Regione conti più un cavillo burocratico che l’evidenza di una realizzazione che non solo non darà i benefici enunciati, non solo sarà un onere per il Comune di Pigna senza adeguata contropartita, ma impatterà e trasformerà integralmente e permanentemente questo incantevole paesaggio ed altererà l’HABITAT naturale del fiume in violazione del DPR 120/2003 che integra il DPR 357/99 e di diversi D.G.R.

Sembra che la burocrazia, in questo caso, sia utilizzata per favorire gli interessi speculativi di una società, che, per quanto legittimi, hanno così il sopravvento sulla difesa del territorio e del suolo, e questo proprio da parte dell’Ufficio Regionale Difesa del Suolo, che dovrebbe avere invece priorità opposte.

Rio Gordale di Castelvittorio come Rio Carne
Il Rio Gordale dopo la costruzione del manufatto per la mini centrale sta distruggendo la strada.

Esiste tra l’altro un significativo precedente: quello di Rio Gordale in Castelvittorio.

La costruzione di una mini-centrale idraulica in questo sito ha provocato un tale scempio da rendere il posto quasi irriconoscibile.

I lavori sono stati bloccati per violazioni edilizie (ma anche a Pigna la lacunosità evidenziata dal Comune sui volumi di scavo lascia intendere che può succedere la stessa cosa) e vi sono azioni legali in corso.

Basta guardare le fotografie di come è ridotto Rio Gordale adesso e vedere le fotografie del laghetto su Rio Carne, ove dovrebbe essere costruita l’opera di presa, per capire che fine potrebbe fare questo così ameno angolo di paradiso.

Su Rio Gordale il progetto era della stessa soc. REMNA ma  la sua realizzazione era  stata venduta alla soc. ReEnergetica.

Le due società si stanno rimpallando le responsabilità. Intanto lo scempio è stato fatto.

Mentre il tempo scorre e la Regione si appresta a concedere l’ultimo passaggio per l’avvio dei lavori ovvero la concessione idraulica, il Comitato “Amici di Rio Carne” non si arrende e continua a denunciare quanto sta accadendo presentando anche un esposto alla procura. Grazie a ciò intervengono i Carabinieri Forestali che iniziano ad indagare e si arriva ad ottenere che la Provincia riconvochi una nuova Conferenza dei Servizi prevista per venerdì 27 ottobre 2017, dove saranno ammessi anche due rappresentanti del Comitato.

Come andrà a finire?

4 thoughts on “Er pasticciaccio brutto de Rio Carne”

  1. Questa vicenda ci vuole insegna che i Cittadini uniti nella difesa del bene comune fanno la differenza ognuno di noi è portatore di interessi specifici e pertanto come afferma la Legge 241/90 abbiamo il diritto di intervenire nei procedimenti in atto. Non lasciamoci fregare il territorio è la nostra Menoria e la nostra ricchezza.

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