Il valore della Valle, seconda tappa

Il turismo tradizionale, quello della spiaggia d’estate e dello sci in pista d’inverno non è scomparso. Se si sta a guardare alcune località “vip” pare addirittura esista solo questo, ma fortunatamente non è così. A un siffatto modo di trascorrere il tempo libero se ne stanno affiancando altri, nuove forme di turismo che sempre più raccolgono vasto consenso. Nuovi sguardi si proiettano verso i territori, nuovi interessi, questa volta privi di voracità e senza intenti di colonizzazione. Sono in aumento gli italiani (e gli stranieri) che ricercano luoghi sconosciuti, lontani dai circuiti tradizionali, luoghi autentici per naturalità, cultura e tradizione. Cresce il bisogno di un turismo lontano dal caos, che non vuole ritrovare in montagna una riproposizione della vita frenetica di città. Una domanda di vacanza che sempre di più trova nuove attenzioni e risposte da parte degli attori locali. Le aree interne più nascoste e fino a ieri trascurate stanno assumendo ruoli inaspettati, ribaltando completamente l’impostazione del passato quando le risorse e le identità locali sembravano dover scomparire e con esse le comunità.

La passione verso le bellezze naturali e le emergenze culturali delle valli “marginali” è la naturale conseguenza di raffinati, seppur discreti, processi culturali maturati in città, per essere poi realizzati nei soggiorni montani. Sintomo di un cambiamento culturale che sta attraversando un pezzo di società urbana e che coinvolge anche quella rurale. I nuovi atteggiamenti dei viaggiatori alla scoperta dei luoghi ben si armonizzano con un’accoglienza locale più pronta del passato a ospitare. Per consolidare questo trend servono però territori più coesi e comunità più colte, sempre più capaci e preparate a cogliere i nuovi bisogni di qualità, esperienziali e culturali.

C’è poi una nuova sfida che dobbiamo saper afferrare tutti insieme. Di là dall’indispensabile conservazione del patrimonio naturale e culturale prodotto in secoli di civiltà, la sfida che dobbiamo affrontare nei territori montani, come nel resto del Paese, è anche sul come si torna a costruire nuova bellezza, che non riguarda solo i paesaggi ma tutto il tessuto dell’abitare e del lavoro e quindi dell’uso del territorio. Il turismo non è un elemento slegato dal resto dell’economia montana ma parte essenziale di un processo di sviluppo più ampio. La presenza di giovani accompagna quasi tutte le situazioni positive. Anche l’arrivo di nuovi e vecchi migranti alla rovescia (dalla pianura alla montagna), laddove accade, rafforza la capacità d’azione sociale dei singoli e della collettività. In questo nuovo intreccio dinamico tra comunità locali e viaggiatori occorre anche capire come costruire posti di lavoro che attraggano residenti stabili e quindi occupazione giovanile qualificata (parchi tecnologici, artigianato, economia della conoscenza, energia, servizi, agricoltura, selvicoltura, allevamento ecc.).

Un nuovo modo di viaggiare si sta dunque affermando, però anche questo non esente da rischi e, come tutte le attività umane, ha bisogno di essere governato. Nel panorama alpino europeo si fanno sempre più pressanti le richieste di misure da adottare per la tutela dell’ambiente e del paesaggio come base per il turismo. In particolare si sente la necessità di gestire i flussi turistici in siti di particolare pregio ambientale così come s’insiste sulla promozione di un’offerta di mobilità dolce, sia per l’arrivo presso la località turistica che in loco.

Oggi ci sono tutti i presupposti perché le comunità delle valli prendano effettivamente  in mano il proprio destino e si assumano la responsabilità di costruire il futuro per sé e per chi verrà. Si tratta di produrre azioni basate su una grande carica di innovazione culturale e sociale. Un futuro che deve essere ripensato alla luce di quanto sta accadendo sia sul fronte dei cambiamenti climatici sia su quello delle abitudini e degli stili di vita. Nei prossimi anni aumenteranno il desiderio di natura, tranquillità, aria pura e fresca, di sport, di relazioni con la storia e le comunità locali oltre che di uno stile di vita improntato alla tutela della salute. I territori montani che riusciranno a conciliare questi aspetti con le novità indotte dai cambiamenti climatici saranno vincenti.

Un impegno dei territori dove Legambiente è felice di essere presente con le campagne Carovana delle Alpi e Voler Bene all’Italia. Insieme vogliamo continuare nell’intento  di mettere in luce  questa costruzione corale di buone pratiche, per contribuire a creare un nuovo protagonismo del tessuto socio-economico montano che sposi la sfida ambientale come fattore competitivo che sappia coniugare ambiente, economia, conoscenza e lavoro.

Programma Il Valore della Valle, seconda tappa.
9 giugno 2018 > Molini di Triora, percorso itinerante nel borgo

Leggi Il valore della Valle, prima tappa

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