Mutuo soccorso 2.0

Sì apre l’anno 2018 del mutuo soccorso con nuove iscrizioni e un cambio di direttivo.

La SMS di Rocchetta Nervina ha partecipato a scrivere la storia del paese nel secolo scorso, garanzia di aiuto solidale per molti nuclei famigliari in un tempo in cui la vita era nella terra.

Passando attraverso la guerra, ha visto lo spopolamento delle campagne prima e del paese poi. Oggi la Società di Mutuo Soccorso Unione e Fratellanza di RN può, da una parte, essere memoria di un passato che è ormai lontano ma in cui affonda le proprie radici,  e, dall’altra, vivere attivamente ancora nel presente attraverso obiettivi condivisi di “mutuo soccorso” rivolti al paese e alla  sua comunità stanziale.

Come interpretare oggi il sentimento di «mutuo soccorso» che anima lo statuto di queste società?

Lo chiediamo al neo eletto presidente.

Philippe Soffiotti,  Presidente della SMS Unione e Fratellanza:

Come presidente mi è stata consegnata un’eredità, quindi ho voluto leggere, dal libro dei verbali, il documento scritto dalla SMS per la prima assemblea, con data 1913.
C’erano 44 iscritti e per ogni socio a fianco si riportava il mestiere…
“contadino, agricoltore, contadino e agricoltore, sarto, falegname, agricoltore, contadino, contadino, fabbro, oste…” e così procedendo nella lettura ho visto una comunità che viveva davvero il paese.
La vita, il sangue, la linfa, il cuore di Rocchetta erano i suoi cittadini.
Questa è la grande differenza rispetto a oggi. Il paese adesso lo vorremmo godere ma non possiamo viverlo perché i residenti produttivi della comunità sono fuori per l’intera giornata, lavorano altrove.
I molti bambini che pure risiedono nel borgo non ci sono più, di giorno, perché mancano le scuole, manca persino la struttura scolastica, gli edifici, poiché quello che c’era è già stato riconvertito e trasformato.
Anche la fisionomia del territorio circostante, con i terrazzamenti e i muri a secco, orgoglio del lavoro contadino, sta cambiando, richiudendosi sul paese.

Per chi come noi vive in un borgo di meno di 300 abitanti c’è fortunatamente una speranza: infatti se nelle metropoli, nelle città siamo dei numeri, siamo individui, e viviamo chiusi nel nostro individualismo; qui nel paese ci vediamo ancora persone, non individui, persone e ci possiamo guardare  e, anche volgendo lo sguardo, non possiamo non riconoscerci.

Questa la nostra ricchezza, la ricchezza da cui partire. In questo senso è importante lavorare sulla comunità per ritrovarne i valori.

Dovremo metterci dell’impegno all’inizio, certo, ma penso che il Mutuo Soccorso potrebbe essere il luogo giusto per ricominciare a fare le cose insieme, nel rispetto delle differenze e nell’ascolto di tutte le istanze.

Tutto questo può fare bene al paese, alla comunità e a ognuno di noi.
Con la prossima riunione del Mutuo Soccorso intendiamo presentare progetti e obiettivi per lavorare insieme in una direzione di condivisione.

Ringrazio le molte persone che hanno rinnovato la tessera e i numerosi nuovi iscritti.

Tutti sono i benvenuti.

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