Religere, la semina del nostro futuro.

Religere è una di quelle parole dimenticate che andrebbero recuperate perché dense di significato: il termine religere, da cui deriva la parola religione, significa infatti riunire, riunire il cielo con la terra.

È da qui che dovremmo ripartire, recuperando il significato così bello di questa parola e riportandolo alla nostra situazione, per trovare oggi una riconciliazione, con l’obiettivo comune di rispetto e tutela del nostro meraviglioso territorio.

L’intervento della Regione Liguria ha sancito l’impossibilità dell’avanzamento del progetto di parcheggio: allora qui a Rocchetta Nervina questi terrazzamenti sotto al cimitero devono diventare punto di partenza, per immaginare insieme le tante soluzioni possibili, interessandoci alla questione attraverso un coinvolgimento sincero e non solo di forma.

Perché il grano?

Oggi i semi, i semi antichi e quindi anche i grani antichi sono diventati simbolo di un movimento di rinascita che rimette al centro l’uomo e la terra. La terra madre nel significato proprio di nutrice… portatrice di nutrimento. In questo senso è da intendere il valore inestimabile del suolo, che vogliamo difendere.

In tutta Europa si parla di grani antichi e molte varietà autoctone di grani italiani sono diventate presidi slow food e sono riconosciuti nel mondo.

Seminiamo il nostro futuro

A Rocchetta Nervina il grano si è sempre coltivato, pensiamo al grano quindi non come nostalgia di un passato ma come cultura da cui partire per costruire la ricchezza del nostro futuro.

Ad esempio l’azienda ECOR, che è la più importante società che lavora nel biologico in Italia e che distribuisce marchi come Alce Nero, e di cui fanno parte i negozi Cuore bio e Natura sì, da quasi 15 anni sensibilizza il proprio pubblico con l’iniziativa Seminare il futuro.

Seminare il futuro è un esperienza di semina collettiva che coinvolge le aziende e le città di tutto il territorio nazionale. Dalle città le persone arrivano nelle aziende agricole per vivere insieme questo evento che appunto relige, unisce, avvicina le persone nel gesto della semina e riunisce la città alla campagna.

Oggi proprio qui, in uno dei comuni del Parco Regionale delle Alpi Liguri, il campo di grano, la semina o la mietitura possono diventare un evento culturale capace non solo di recuperare un sapere e una cultura legata alla tradizione contadina del paese ma anche di offrire a un turismo consapevole quei ritmi e quelle gestualità che va cercando e di cui oggi si sente tanto parlare.

Impariamo dai bambini del paese che si sono riappropriati di quel luogo in modo semplice e spontaneo, facendo nascere, in questi mesi, piccoli accampamenti con fantasiose amache appese al ciliegio selvatico e ai due peri là dove prima c’erano roveti e scorrazzavano i cinghiali.

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