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Un paese da vivere?

L’estate sta finendo: una canzone degli anni ’80 per dire che qui a Rocchetta Nervina è finito il paese delle fiabe e comincia il paese da vivere. Un paese da vivere è il motto dell’attuale maggioranza: da vivere per chi, e come?

Chi il paese lo vive veramente in primavera, estate, autunno e inverno, con i colori di tutte le stagioni, chi il paese l’ha scelto, chi lo ama, chi lo odia e lo subisce, chi se ne prende cura, anche solo vivendolo appunto… tutti costoro una volta che la festa finisce, che anche l’ultimo piatto di cinghiale o capra è servito…sono “soli” con davanti sempre gli stessi problemi.

Uno fra tutti la questione scuolabus.

Il sindaco Marco Rondelli si era impegnato pubblicamente a giugno con il comitato,  dichiarando:
– “stiamo elaborando un progetto da presentare alle famiglie”.
E le famiglie aspettano. Nessuna risposta, nessun segnale. Non un messaggio, una dichiarazione: il nulla.

Il silenzio in effetti è l’atteggiamento scelto dal sindaco ogni qualvolta si rende necessaria una spiegazione o una soluzione, perchè, diciamolo, questa amministrazione non è abituata al confronto, al dissenso, alla partecipazione e alla collaborazione, in una parola alla democrazia.

Ecco che sembra tutto apparentemente calmo, nella ‘speranza’ forse che una nuova lettera anonima offra al signor sindaco l’ennesima via di scampo: la possibilità di dichiarare l’emergenza e gestire l’annosa questione come sempre si fa da queste parti. Alla carlona!

Di lettere anonime ne abbiamo contate quattro, forse cinque. La prima di cui abbiamo memoria risale a quasi 20 anni fa.

Qui l’anonimato è un modus operandi: noi,  lo abbiamo già detto, prendiamo le distanze anche da questo atteggiamento che alimenta sospetti e divisioni.

Una delle ultime letterina è quella del settembre 2016 che ha permesso al comune di sollevarsi da ogni responsabilità, scaricando sui genitori la gestione del servizio scuolabus.

Fa comodo evidentemente che una parte del paese parli e agisca attraverso l’anonimato.

L’anonimato qui viene cavalcato per distogliere l’attenzione dai problemi reali e indirizzarla sulle frivolezze, beghe interne e personali e ancora per gettare il discredito su chi in modo chiaro e diretto chiede, critica e propone.

Una lettera anonima non dovrebbe avere alcun valore, dovrebbe essere cestinata… invece a Rocchetta è strumento per la definizione delle scelte del comune.

Caro signor Sindaco cosa propone alle famiglie?

Ma lei lo deve sapere che neppure il contributo del 40%, che il comune si è impegnato a restituire per il costo del biglietto del servizio di linea del bus per i ragazzi fino alla scuola media, è stato rimborsato alle famiglie per l’anno scolastico 2016/17? Perchè? eppure non si tratta di una grossa spesa.

L’attitudine a non saldare i pagamenti in sospeso è l’atteggiamento che questa amministrazione si porta dietro da quasi un ventennio.

Si ritiene forse che la questione scuolabus non sia urgente e non sia di vitale importanza per un piccolo comune ?

Pur non avendo le scuole dell’obbligo Rocchetta Nervina ha la fortuna di avere un gran numero di scolari, tantissimi bambini quindi che in rapporto alla popolazione significano una ricchezza su cui investire.

Quali politiche attua la nostra amministrazione?

A Dolceacqua il comune ha predisposto da quasi un mese un Bando per l’autista dello scuolabus, proponendo un contratto che forse potrebbe essere interessante anche per Rocchetta.

Cosa risponde il primo cittadino? cosa si sta facendo qui?

Il paese pretende risposte chiare e soluzioni percorribili e immediate. Signor scindaco è già tardi, si svegli. Se il servizio di scuolabus dovesse essere gestito in modo irregolare come lo scorso anno, noi genitori ci vedremmo costretti a comunicare alle scuole, alle autorità competenti e alla stampa la nostra impossibilità a mandare a scuola i nostri figli.

Le fiabe sono finite, la scuola comincia e il paese, quello sì, vuole vivere.

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